OSPITI DEL CAMPO - ASSOFORESTALE

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OSPITI DEL CAMPO

CONOSCICI

Data la vicinanza della cava (che costituisce il nostro campo d’addestramento) alla realtà naturale del Carso, è ovvio che ci siano numerosi “visitatori”. Noi, Unità Cinofile dell’Associazione del Corpo forestale della Regione Friuli V. G., essendo consapevoli di questo bene prezioso, abbiamo imparato non solo a rispettare queste presenze, ma anche a favorirne le visite, magari solamente lasciando una bacinella d’acqua, specialmente nei periodi di siccità, sia estiva che invernale.    

Questa pagina non vuol esser un’enciclopedia contenente nomi scientifici o dati tecnici, ma solamente la testimonianza di presenze, quasi sempre elusive, che in ogni caso ci aiutano nel nostro lavoro di unità cinofile. Come? Semplice: i nostri cani saranno sempre abituati a non seguire odori di selvatico (spesso sono cani da caccia, e quindi…) essendo questo, oramai, un odore quasi familiare.

Abbiamo detto di presenze elusive: infatti gli avvistamenti sono avvenuti in orari quasi impossibili, come all’alba o alla sera inoltrata. Altra fonte di rilevazione delle presenze viene fornita dalle orme che questi ospiti lasciano sul terreno. Fotografie sono estremamente difficili da scattare, in quanto o si lavora con i cani, o si pensa ad altro.
Quindi, quasi mai abbiamo la macchina fotografica a portata di mano.


Il visitatore più frequente è senz’altro il capriolo (capreolus capreolus). Quasi ogni sera visita la cava attirato dall’erba fresca che spunta dopo lo sfalcio e dal sale che viene appositamente posizionato. Sono stati avvistati singoli capi, ma anche gruppetti di due o tre. In primavera abbiamo l’occasione di vedere le madri con i cerbiatti.


Altro visitatore è la volpe (vulpes vulpes): oltre agli avvistamenti, spesso si trovano i resti delle razzie che questa compie nella fattoria confinante con il campo d’addestramento. Infatti, dopo aver “fatto la spesa”, consuma il suo pasto lasciando soltanto le penne e poco ancora della vittima designata in luogo tranquillo, magari ai bordi della cava stessa.


La fattoria attira anche altri "ladri", faine (Martes foina), Martore (Martes martes) e donnole (Mustela nivalis), lasciano spesso le tracce del loro passaggio, come il tasso (Meles meles).

Il cinghiale (sus scrofa), molto elusivo nella zona a causa della caccia, si manifesta soltanto attraverso le orme che lascia nel terreno morbido ed alle “arature” nel terreno quando è alla ricerca di tuberi e quant’altro alletti il suo formidabile appetito. Altro segnale della sua presenza viene data dai segni di bagni di fango nelle pozzanghere e successivi grattamenti sugli alberi circostanti, al fine di eliminare gli ospiti indesiderati intrappolati nel fango indurito. Non viene “invitato” ad aumentare le sue visite, in quanto, specialmente durante il periodo riproduttivo, può risultare pericoloso per noi e per i cani.


E’ stato riportato, da una persona degna di fede, che è stato udito il miagolio del gatto selvatico (Felis sylvestris): possiamo confermare questa voce, nonostante l’estrema diffidenza che caratterizza questo felino, un esemplare è stato investito da un'auto poco lontano.


Il riccio (Erinaceus europaeus) visita gli anfratti nascosti, a caccia di insetti ed altre prede.



Anche i visitatori alati sono numerosi:

quello con l’apertura alare più ampia è la poiana (buteo buteo): specialmente quando si avvicina la stagione invernale, possiamo vederla volteggiare sopra la cava. E' stata avvistata a terra, mentre tentava di procurarsi il pranzo alle spese di un coniglio della fattoria confinante, o in volo a caccia di qualche incauta lepre.

Alle volte, alzando gli occhi al cielo, si riesce ad intravedere una freccia solcare l’azzurro: si tratta del falco pellegrino (falco peregrinus): riuscire ad osservare una sua picchiata è uno spettacolo della natura!

Di solito è a caccia di qualche piccione che inavvertitamente si avventura nell’anfiteatro costituito dalla cava stessa o degli storni che d’inverno arrivano precedendo le giornate più fredde. Spesso sceglie le pareti rocciose e scoscese della cava come posatoio: è possibile osservarlo abbastanza facilmente mentre si riposa dalle fatiche che la sua vita gli impone.

Spettacolare è un altro rapace, sospeso in "hoovering" nella caratteristica posizione del Corpus Christi, il gheppio (Falcus tinnunculus).


Altri esseri alati che vivono nei pressi della cava in modo stanziale sono le ghiandaie, le gazze, i merli, e le cinciallegre: possiamo aiutare queste ultime a svernare offrendo loro semi di girasole e varie essenze; per i merli sono sufficienti poche briciole di pane. I cardellini ed altri piccoli pennuti si rifugiano nella cava durante la migrazione (passo).




Discorso particolare per i vari tipi di picchio: è stanziale il picchio rosso maggiore, il picchio rosso minore ed il picchio verde che trova nutrimento saccheggiando i nidi di formiche.


A sera inoltrata si ascoltano spesso i richiami dei rapaci notturni:
dell’assiolo, della civetta, del barbagianni e del gufo.





Abbiamo anche amici striscianti: non soltanto le solite lucertole, ma questa estate abbiamo catturato, e subito liberato in una zona più idonea, una biscia dal collare (natrix natrix).

Certamente non ha gradito il trattamento subito, ma viste le circostanze, ha dovuto subire tutto ciò senza troppe proteste…

Fortunatamente non c’è traccia di vipere (vipera aspis, v. berus, ecc.) anche se il terreno carsico potrebbe far pensare tutt’altro.



Insetti vari popolano la cava, specialmente nella stagione calda, le più apprezzate sono le cavallette offrono ai nostri cani motivo di divertimento, “zompando” davanti al loro naso e non facendosi catturare…





Uno spettacolo particolare lo offre la cetonia aurata: quando decide di farsi vedere, in estate, riempie l’aria di ronzii e riflessi metallici; difficile vedere in altri siti un simile show.

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